Abbazia di Santa Maria in Castagnola | Marche travelling

Abbazia di Santa Maria in Castagnola

Il complesso abbaziale di Santa Maria in Castagnola, a Chiaravalle, fu in passato uno dei luoghi più rilevanti – tanto da un punto di vista spirituale quanto da uno socio-economico – di questo territorio dell’anconetano compreso tra la costa adriatica e la campagna marchigiana.

Pare che una prima chiesa fu qui edificata tra il 590 e 604, ma sarà l’arrivo dei monaci cistercensi nel 1147 a dare il via ai lavori per la costruzione dell’abbazia, consacrata, secondo una lapide muraria conservata all’interno della struttura, nel 1172. Da quel momento in poi il monastero crebbe progressivamente di importanza, divenendo in breve tempo un punto di riferimento per l’intera zona.

Sul finire del XV secolo i cistercensi abbandonarono l’abbazia – gestita dai francescani fino al 1564 –, per farvi ritorno a seguito della bolla papale emanata nel 1771 da Clemente XIV, che elevò il monastero a parrocchia.

Con il ritiro definitivo dei monaci nel 1985 l’abbazia di Santa Maria in Castagnola fu affidata dal vescovo di Senigallia ai sacerdoti secolari.

Il nome dell’abbazia deriva dal fitto bosco che doveva all’epoca occupare il territorio di Chiaravalle, conosciuto appunto come “selva di castagnola”, probabilmente per la presenza di querce capaci di produrre la cosiddetta ghianda castagnola.

Da un punto di vista architettonico la struttura rappresenta un importante esempio di stile romanico-gotico, tra i principali nella regione.

Caratterizzata da una certa semplicità, la facciata, suddivisa in tre ordini, presenta un grande rosone sormontato da una bifora, mentre l’interno, tipicamente cistercense, si sviluppa seguendo tre navate culminanti con transetto e abside quadrata.

Internamente sono custodite diverse opere d’arte pittoriche e scultoree.