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Area archeologica e Antiquarium di Colombarone

L’Area archeologica di Colombarone, posizionata tra Gabicce Mare, Gradara e Pesaro, è un luogo di notevole interesse, e non solo per la sua storia e i suoi ritrovamenti.

Una delle particolarità che la rendono unica è infatti quella di essere immersa all’interno della rigogliosa natura del Parco Naturale del Monte San Bartolo (di cui abbiamo parlato qui), che crea un affascinante contrasto tra le antiche architetture qui rinvenute e il verde che le circonda.

 

L’area è stata interessata da decenni e decenni di ricerchedal 1938 al 2008 –, al termine dei quali sono tornati alla luce tre importanti strutture databili tra il III secolo d.C. e il XII: una villa tardo antica, una basilica cristiana e una pieve.

La villa, risalente agli ultimi anni del III secolo d.C., doveva essere la residenza di campagna di una facoltosa personalità dell’epoca, probabilmente un possidente terriero o un funzionario statale. Tra i suoi resti sono stati trovati anche diversi mosaici, realizzati tra il IV e il VI secolo.

 

Abbandonata sul finire del VI secolo, alcuni locali della villa furono riutilizzati per la costruzione di una basilica cristiana, conosciuta come basilica di San Cristoforo ad Aquilam.

Interessata però ben presto da una serie di consistenti modifiche e rifacimenti, compresi tra il VII e il X secolo, la struttura fu trasformata in una pieve.

I tratti più antichi furono inoltre demoliti nel XII secolo, per lasciar spazio all’edificazione della cosiddetta Chiesola, a sua volta abbattuta nel 1858.

L'Antiquarium

Poco distante dal sito archeologico sorge l’Antiquarium, che completa la visita all’area di Colombarone.

È uno spazio dedicato alla raccolta dei materiali e degli oggetti rinvenuti nel corso delle ricerche e riconducibili a tutte le strutture qui succedutesi nel corso del tempo, ma anche al racconto della storia degli scavi e dei lavori.

Corredati da pannelli esplicativi o supporti multimediali sono esposti all’interno dell’Antiquarium diversi materiali appartenuti alla villa tardoantica, come ceramiche, anfore e bronzi; ma sono soprattutto i reperti della basilica di San Cristoforo ad Aquilam ad apparire più rilevanti, molto utili anche per la ricostruzione del periodo di interesse in questo territorio. Ecco allora che si possono osservare alcuni frammenti della chiesa, come vetrate o marmi, ma anche oggetti veri e propri, tra cui un singolare lampadario a sospensione con più luci, un tesoretto monetale e dei calici in vetro.

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