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Brodetto alla sambenedettese

Questo è il piatto che forse rappresenta di più la città di San Benedetto del Tronto. Riporta infatti in cucina quel legame inscindibile tra il Comune e il suo mare, da secoli navigato dai tanti pescatori della zona. È un piatto ricco e sostanzioso, in grado si esaltare quel pesce freschissimo che ogni giorno invade i tanti mercati ittici del litorale marchigiano.

Il brodetto è infatti in realtà una ricetta tipica dell’intera regione, ma ogni città porta avanti fieramente una versione unica e particolare, distinta da tutte la altre nonostante gli ovvi richiami. Ecco allora che lungo la costa marchigiana sarà possibile assaggiare il brodetto alla sambenedettese, il brodetto all’anconetana, il brodetto alla fanese, il brodetto alla senigalliese e così via, solo per citarne alcuni.

Le differenze stanno perlopiù, come è facile intuire, nella scelta delle qualità di pesce da utilizzare all’interno della preparazione, che variano da zona a zona, anche in base a ciò che offre uno specifico tratto di costa.

Quello che sembra però accumunare tutte le differenti versioni del brodetto è l’origine: se oggi è piatto ricco e ricercato un tempo era tutto il contrario. Nasce infatti sulle barche dei pescatori, che erano soliti preparare, all’interno delle stesse imbarcazioni, grossi tegami dove era uniti tutti quei pesci che, per un motivo o per un altro, erano inadatti al commercio. Era dunque una preparazione che faceva di necessità virtù, andando a sfamare i pescatori ed evitando inutili sprechi.

Solo nel tempo poi la ricetta si evolverà, divenendo ben più complessa e studiata da cuochi e professionisti della cucina.

 

La base della preparazione è simile per tutti i vari tipi di brodetto: in un grosso tegame va fatto un soffritto e inseriti gli odori, poi, mano a mano a seconda dei tempi di cottura, sono inseriti i vari pesci, crostacei e molluschi, cotti tutti insieme per dar vita a quella che è una sorta di zuppa di pesce intensa e saporita.

A San Benedetto del Tronto una delle particolarità sta nell’utilizzo dell’aceto, dei peperoni e dei pomodori verdi, che difficilmente compaiono nelle altre versioni regionali. Come detto poi a differire sono le qualità di pesce, che ne brodetto alla sambenedettese, detto in dialetto “lu vredétte”, devono essere almeno cinque – in passato pare fossero almeno otto – a scelta tra: Palombo, Scarpina, Gattuccia di mare, Scorfano, Rosciolo (triglia), Baraccola (razza), Rospo (rana pescatrice), Mazzolina (gallinella), Vocche n’cape (pesce prete), Panocchie bianche, Seppia, Polpo, Pesce Ragno. Facoltativi sono invece altri pesci e la maggior parte di crostacei e molluschi.

È giusto però ribadire, specialmente per un piatto ricco come questo, che ognuno lo cucina come preferisce, inserendo o eliminando ciò che ritiene.

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