Scheda tecnica della tappa
- PARTENZA: San Benedetto del Tronto
- ARRIVO: Porto San Giorgio
- LUNGHEZZA: 29km
- DISLIVELLO: +50 mt
- DIFFICOLTA': Impegnativa
- PERCORSO: San Benedetto del Tronto→Grottammare→Cupra Marittima→Marina di Massignano→Campofilone → Pedaso → Marina di Altidona → Marina di Torre Palme → Porto San Giorgio
Si parte dalla Riviera delle Palme
Il cammino comincia qui, a San Benedetto del Tronto, nella Riviera delle Palme. Il nome non è un vezzo promozionale. Le palme ci sono davvero, tantissime. Prima di partire c’è un piccolo rito da compiere: farsi spedire la credenziale del viandante, il passaporto del Cammino della Sirena Mitì. Non è un semplice libretto, è il documento che dice al mondo, e prima di tutto a te stesso, che stai scegliendo di viaggiare lento. È anche il modo per sostenere il cammino. Dal monumento di Nespolo e passando davanti al MAM si mettono i piedi in moto. E il mare, da subito, non ti lascia più. Il primo grande incontro è con Grottammare. La città ha due anime che convivono senza darsi fastidio: Grottammare bassa, con il lungomare e le spiagge tra le più premiate d’Italia, e Grottammare Alta, il borgo medievale arroccato a U7 metri sul mare, dove il tempo sembra essersi fermato da qualche parte. Poco più a nord, Cupra Marittima porta nel nome una storia millenaria. La dea Cupra che era venerata in questo tratto di costa molto prima che Roma decidesse di mettere ordine in queste terre. Un tempio a lei dedicato sorgeva qui, e il nome del borgo è la prova che certe presenze non svaniscono, nemmeno dopo duemila anni. Ed è qui che la tappa comincia a rivelare il suo carattere più autentico. Marina di Massignano, Campofilone, Pedaso, Marina di Altidona. Per chi cammina, questi luoghi hanno un valore preciso. Il ritmo qui è quello delle cose che non hanno fretta, e dopo qualche ora di cammino lo si sente nella pelle. Poco dopo, il cammino tocca Marina di Torre Palme e rimani con il naso all’insù intento ad ammirare l’affascinante borgo posto in alto. Poi si arriva a Porto San Giorgio, e il traguardo della prima tappa si chiude in grande stile. Il porto è vivo, concreto, odoroso di salmastro e di vita vera. Pescherecci che entrano ed escono, gabbiani che fanno il loro mestiere, il centro elegante della città che si offre come ricompensa a chi ha guadagnato ogni chilometro camminandolo.
La prima tappa del Cammino della Sirena Mitì è generosa in chilometri ma
gentile nel dislivello. Il mare sempre compagno di viaggio, i borghi marinari, le spiagge, le palme e il buon cibo impediscono che la stanchezza si accumuli prima del tempo





Consigli utili per questa tappa:
Scarpe comode da camminata
Cappello e crema solare nei mesi caldi, il sole sull’Adriatico non perdona
Salire ai borghi di Grottammare, Marano e Torre Palme vale la deviazione soprattutto per chi il cammino lo allunga di qualche tappa
Arrivato a Porto San Giorgio, il brodetto è la ricompensa giusta
Strutture consigliate per la prima tappa






CAMMINO DELLA SIRENA MITÌ · TAPPA 2
Da Porto San Giorgio a Porto Potenza Picena, tra calzature e vita di porto
La seconda tappa attraversa le Marche famose per la produzione calzaturiera, senza smettere di guardare il mare. Quattro città diverse, quattro anime diverse, un unico filo azzurro che le tiene insieme.
Scheda tecnica della tappa
- PARTENZA: Porto San Giorgio
- ARRIVO: Porto Potenza Picena
- LUNGHEZZA: 25km
- DISLIVELLO: +105 mt
- DIFFICOLTA': Media
- PERCORSO: Porto San Giorgio → Lido di Fermo → Porto Sant'Elpidio → Civitanova Marche → Porto Potenza Picena
Si parte da Porto San Giorgio
La seconda tappa comincia dove si è lasciata la prima, dal lungomare di Porto San Giorgio, con il porto alle spalle e il mare affianco. Dopo il brodetto della sera prima e una notte di sonno guadagnato, le gambe ritrovano il ritmo in fretta. È una delle cose belle dei cammini lunghi. Il corpo impara, si adatta, e dopo il primo giorno sa già cosa fare.
Porto San Giorgio con Il castello che veglia sulla città e il lungomare ordinato e vivo ha trovato il suo equilibrio tra storia e quotidiano. Poi si guarda verso nord, si regola la cinghia dello zaino, e si riprende a camminare. Il primo incontro della giornata è con Lido di Fermo. la marina di Fermo, città d’arte che siede lassù in alto, sui suoi colli, a guardare il mare da lontano. Il lido è la sua proiezione sul bagnasciuga. Un lungomare tranquillo, senza l’agitazione delle grandi città costiere, con quella qualità di luce e di silenzio che hanno i posti che sanno di essere un prolungamento di qualcosa di più grande.
Poi tocca a Porto Sant’Elpidio conosciuta soprattutto per la sua tradizione nella produzione di calzature e un lungomare che da alla città un carattere tutto suo. Si prosegue attraversando Civitanova Marche che è una città vibrante e dinamica, e non cerca di nasconderlo. Mentre altri centri della costa adriatica si presentano con il borgo antico in primo piano e la modernità nascosta sul retro,
Civitanova fa il contrario mettendo avanti il lungomare, il porto, la vita di oggi. E poi, se sei curioso, ti racconta anche il resto. L’arrivo è a Porto Potenza Picena, e dopo l’energia di Civitanova il cambio di atmosfera è netto e benvenuto. Porto Potenza è una frazione di Potenza Picena. La marina sotto ha un fascino tranquillo e genuino. Non si mette in mostra, non cerca attenzione. La Torre del Porto e la chiesa di Sant’Anna sono i punti di riferimento del borgo costiero da non perdere assolutamente.
La seconda tappa è diversa dalla prima per carattere e per ritmo. Camminare attraverso Porto Sant’Elpidio e Civitanova significa attraversare una parte delle Marche che ha molto da dire a chi ha il passo lento e gli occhi aperti. Il dislivello rimane quasi nullo per tutta la tappa tranne che per il finale, e i tratti di lungomare si alternano a piste ciclabili. La vera variabile, come sempre su questa costa, è il vento.



Consigli utili per questa tappa:
Scarpe comode da camminata
Cappello e crema solare nei mesi caldi, il sole sull’Adriatico non perdona
A Civitanova concediti una sosta al quartiere Shangai. Entra nei vicoli, non restare sul lungomare
Attenzione al vento sui tratti di lungomare aperto, soprattutto in primavera e autunno
Strutture consigliate per la seconda tappa
CAMMINO DELLA SIRENA MITÌ · TAPPA 3
Da Porto Potenza Picena a Sirolo, verso il canto della Sirena
L’ultima tappa è quella che non dimentichi. Il Conero si avvicina, l’Adriatico sembra cambiare colore, e Sirolo ti aspetta lassù come una promessa mantenuta.
Scheda tecnica della tappa
- PARTENZA: Porto Potenza Picena
- ARRIVO: Sirolo
- LUNGHEZZA: 25km
- DISLIVELLO: 289 mt
- DIFFICOLTA': Medio
- PERCORSO: Porto Potenza Picena → Porto Recanati → Marcelli → Numana → Sirolo
L'ultima partenza
C’è qualcosa di diverso nel modo in cui ci si alza il mattino dell’ultima tappa. La testa è più silenziosa del solito, e lo zaino pesa meno o forse si è solo imparato a portarlo meglio. Porto Potenza Picena si lascia alle spalle con quella gratitudine silenziosa che si riserva ai posti che ti hanno accolto bene senza fare troppo rumore. Davanti c’è il Conero. Non si vede ancora bene, ma lo si sente avvicinarsi. Dopo il tratto verso l’interno che attraversa frazioni come Casette Antonelli e Casette Torresi regalandoci un assaggio di colline si arriva a Porto Recanati.
Porto Recanati è il paese che unisce il respiro della tradizione marinara con la cultura della vicina Recanati. Il simbolo del paese è il Castello Svevo, con la sua torre orologiaia che veglia dall’alto sulla piazza principale. Di origini medievali, fu costruito per proteggere la costa recanatese dalle incursioni dei pirati turchi. Oggi ospita la Pinacoteca Comunale e l’Arena Beniamino Gigli. Dopo Porto Recanati il paesaggio comincia a trasformarsi, lentamente. All’orizzonte il profilo del Monte Conero cresce ad ogni passo. Si entra nel territorio del Conero, e si sente. Marcelli è la frazione balneare di Numana. Un lungo lungomare con stabilimenti, bar e quell’aria vivace delle marine che d’estate si svegliano di colpo e d’inverno tornano a dormire. È il corridoio che porta alla stanza principale. Prima di Sirolo c’è Numana e la Costarella, la scalinata tipica che collega Numana Bassa al borgo alto, quella via vissuta dove i pescatori scendevano con le reti e le donne risalivano con l’acqua. Ogni gradino ha visto fatica, sudore, risate e pioggia. Oggi li sale un camminatore con lo zaino sulle spalle e il Testimonium già in testa. Numana, un fitto reticolo di viuzze abbraccia le case colorate dei pescatori, balconi fioriti e angoli curati raccontano di un borgo molto amato dai suoi abitanti. E poi c’è il belvedere con la sua torre, che guarda l’Adriatico con quella fermezza di chi sa di avere qualcosa da dire. Da Numana Alta a Sirolo è ancora un chilometro. L’ultimo. Poi ti affacci e ti Innamori ancora una volta.
Si è inseguito il canto della Sirena attraverso chilometri di costa, borghi silenziosi e cittadine operose. E sì, l’abbiamo raggiunta. Forse la Sirena Mitì non era là fuori, nel mare. Era dentro ognuno di noi. Nel desiderio di partire anche quando tutto trattiene. Nella forza di non mollare quando il corpo chiede tregua. Nella leggerezza di un passo che sa ancora stupirsi.




Consigli utili per questa tappa:
Scarpe comode da camminata
Cappello e crema solare nei mesi caldi, il sole sull’Adriatico non perdona
Tra Porto Potenza Picena e Porto Recanati porta con te acqua a sufficienza per fare 12 km
Arrivato a Sirolo, ritira il Testimonium. Te lo sei guadagnato passo dopo passo
Strutture consigliate per la terza tappa






