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Cannelloni alla Rossini

Gioachino Rossini – il celebre compositore nato a Pesaro il 19 febbraio 1792 – non era conosciuto soltanto per il suo genio musicale, ma anche per una smisurata passione per l’enogastronomia, che ha segnato senza dubbio tutta la sua vita (ne abbiamo già parlato varie volte all’interno del nostro blog).

Il suo legame con Pesaro in città è chiaro ed evidente. Non mancano monumenti e statue a lui dedicati, vie che portano il suo nome, il conservatorio, la casa natale e molto altro, tra cui… diversi richiami in cucina!

 

Una delle ricette più gustose dedicate a questa grande personalità del XIX secolo è quella dei cannelloni alla Rossini. I cannelloni sono conosciuti in buona parte della Penisola, ma a Pesaro rappresentano un piatto speciale, da mangiare insieme, magari la domenica o nei giorni di festa.

Rossini andava talmente ghiotto di questa pietanza che decise di fare delle aggiunte personali, per renderla, a suo parere, ancor più gustosa e sostanziosa. A quanto pare il compositore a tavola non andava molto per il sottile, perché decise di arricchire il ripieno di carne dei cannelloni – già piuttosto sostanzioso – con soppressa, salame si maiale e, secondo alcuni con un ben più delicato – ma costoso – foie gras, successivamente sostituito da fegato di vitello e fegatini di pollo.

Gioachino Rossini (1792-1868)

Oggi è difficile ritrovare la ricetta originale ideata da Rossini, perché i suoi cannelloni erano probabilmente troppo saporiti e pesanti (cosa che non ci sorprenderebbe affatto!).

La tradizione però è ancora forte e radicata – seppur con le sue, legittime, variazioni – e un bel piatto di cannelloni alla Rossini a Pesaro non può mai mancare.

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