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Chi ha fondato Ancona?

Ancona, oltre ad essere il capoluogo regionale e la città più popolosa delle Marche, è fin dall’antichità uno dei centri marittimi più importanti di tutta la penisola italiana. Da sempre, grazie al suo peculiare porto naturale a forma di gomito, è un crocevia di popoli e culture, con una storia plurimillenaria che affonda le radici tra i suoi colli e la sua costa. Una storia importante e travagliata che, nel tentativo ripercorrerla a ritroso fino al punto di partenza, ci porta ad un interrogativo tanto complesso nella sua semplicità: chi ha fondato Ancona?


A dire il vero trovare una risposta precisa a questa domanda non sarebbe poi così difficile. La città ufficialmente fu fondata, in qualità di colonia, nel 387 a.C. da alcuni greci siracusani. In effetti tale data è presa come vero e proprio inizio per lo sviluppo cittadino; e lo stesso Comune di Ancona ha festeggiato nel 2013 i suoi 2400 anni di storia.


Ma indagare la questione in questo modo sarebbe riduttivo. Se è vero infatti che dal 387 a.C. si può riscontrare l’avvio di una consolidata tradizione cittadina, non si possono certo trascurare insediamenti e occupazioni del territorio anconetano ben precedenti a quello specifico anno. E proprio qui sta la difficoltà di una accurata ricostruzione storica di questo periodo, quando il territorio anconetano, seppur non ancora in forma di centro urbano, fu abitato da differenti popoli e civiltà, conoscendo delle prime importanti forme di sviluppo.

I primi insediamenti ad Ancona

Per tentare di risalire a quelle che verosimilmente furono le prime forme di insediamento sul territorio anconetano è necessario affidarsi alle fonti archeologiche (in buona parte conservate presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, di cui abbiamo parlato qui). Tra il Colle dei Cappuccini e il monte Cardeto i reperti più antichi, presumibilmente anteriori al primo millennio a.C., sembrano indicare una prima occupazione di questi luoghi da parte di una ridotta comunità di origine protovillanoviana.

 

Ma è solo successivamente, intorno al IX secolo a.C. con l’arrivo dei Piceni, che la futura Ancona comincia a presentare degli insediamenti stabili e ad assumere le sembianze di un vero e proprio villaggio.

 

Siamo dunque ancora ben lontani dal quel 387 a.C. indicato come fondazione ufficiale della città. Eppure già in epoca picena Ancona doveva essere protagonista di scambi commerciali non trascurabili. Sono infatti stati ritrovati vari reperti riconducibili addirittura alla civiltà micenea, a testimonianza del fatto che i contatti con la Grecia furono sicuramente anteriori al IV secolo a.C.

Sembra infatti che i Dori, la stirpe greca originaria dei siracusani che fonderanno la colonia anconetana, iniziarono a frequentare il territorio già a partire dall’VIII secolo a.C., dando il via ad una prima ellenizzazione degli insediamenti.

 

Sviluppo che anche successivamente seguì questa direzione, quando altri popoli, come gli Umbri e i Pelasgi, si stanziarono nei pressi della futura Ancona.

 

Una situazione, quindi, florida e vivace, che ci mostra come la città – o comunque delle forme di insediamento ben strutturate – fosse viva ed abitata già molto prima dell’arrivo dei greci siracusani.

La fondazione di Ancona del 387 a.C.

Come abbiamo già avuto modo di vedere, nel 387 a.C. fu fondata dai Dori la colonia di Ancona. O forse, stando a quanto precedentemente analizzato e alla rilevazione di una certa presenza greca anteriore a questa data, sarebbe meglio dire che la città fu in un certo senso “rifondata”.

 

Ma, al di là di ciò, l’ulteriore interrogativo che sorge ora spontaneo è uno: chi erano questi Dori che arrivarono ad Ancona?

 

Le fonti in nostro possesso parlano di alcuni greci di origine dorica provenienti da Siracusa (fondata a sua volta nel 734-33 a.C. da Corinto) che, secondo la più accreditata ricostruzione storica, decisero di emigrare per sfuggire alla tirannide di Dionisio I, abbattutasi dal 405 a.C. sul popolo siracusano. Questa sembra dunque essere stata la principale motivazione che spinse il gruppo di coloni ad abbandonare la loro patria in cerca un nuovo insediamento.

 

La scelta di Ancona derivò probabilmente da due componenti fondamentali: la sua importanza geografica e commerciale dovuta alla presenza del porto naturale, e la conoscenza di un territorio che, come visto in precedenza, doveva essere già da tempo frequentato.

 

Grazie quindi a questo gruppo di esuli siracusani comincia “ufficialmente” la storia della città di Ancona, che dal 387 a.C. sarà conosciuta come Ankón, dal greco “gomito”, per la sua caratteristica fisionomia a forma, appunto, di gomito sul mare.