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Chiesa della Croce

Camminando tra le vie del centro di Senigallia, a due passi da Piazza Roma, potreste imbattervi nella Chiesa delle Croce, una struttura che ben si mimetizza con i palazzi circostanti.

 

Voluta dalla Confraternita del Sacramento e della Croce, e consacrata nel 1608, è possibile che originariamente fosse addirittura pensata per essere un oratorio dove accogliere i membri della confraternita. Questa ipotesi è avvalorata dalla conformazione dell’edificio che, con la sua pianta rettangolare e delle dimensioni ridotte, assume l’aspetto di un’ampia sala piuttosto che di una chiesa.

 

Apparentemente tutto sembra dunque essere caratterizzato da una certa semplicità. Impressione confermata dall’esterno della struttura e dalla sua facciata tardo rinascimentale, dove le uniche decorazioni sono i capitelli corinzi che coronano quattro lesene, qualche elemento geometrico sul timpano in pietra d’Istria e la sommità del portone, dove è incisa una frase di Sant’Agostino che recita “Se ti esalti, il Signore fugge da te, se ti umili viene da te”, ulteriore richiamo alla sobrietà.

Entrando però vi troverete di fronte a tutt’altro ambiente. Un’esplosione di decorazioni in pieno stile barocco, esaltate dalla sfarzosità di sfumature bronzee e dorate, riempiono l’interno in modo prorompente. Una vera wunderkammer – prendendo in prestito un bellissimo termine appartenente alla lingua tedesca -, una “camera delle meraviglie” che farà scintillare i vostri occhi.

Un contrasto netto e inaspettato tra esterno e interno, che regala alla Chiesa della Croce un fascino particolare.

L'interno

Come detto l’interno è composto da un’unica sala rettangolare. Ampiamente decorata da una serie di elementi che rispecchiano in pieno l’esuberanza barocca, e caratterizzata dall’oro che riveste buona parte delle pareti e delle decorazioni, la chiesa è in realtà disegnata seguendo delle linee nette e precise, che lasciano intravedere anche internamente quell’eleganza rinascimentale che caratterizza l’esterno dell’edificio.

 

Sei altari laterali, tre per ogni lato, fanno da contorno al fastoso altare maggiore, posto di fronte all’ingresso, impreziosito dalla presenza di uno splendido tabernacolo e soprattutto da La sepoltura di Cristo, preziosa pala d’altare dipinta da Federico Barocci nella seconda metà del ‘500.

Tra le varie opere d’arte merita una menzione particolare il bellissimo soffitto a cassettoni quadrati, elegantemente decorato con arabeschi ed elementi dorati, e suddiviso al centro da una fascia dove sono visibili i simboli della Confraternita del Sacramento e della Croce: l’eucaristia e la croce.

Si segnala inoltre la presenza nella controfacciata di una cantoria che contiene un bellissimo organo, realizzato dal maestro veneto Gaetano Callido.

La pala d’altare di Federico Barocci

 Tra le varie opere d’arte contenute all’interno della Chiesa della Croce la più importante è senza dubbio la splendida pala d’altare di Federico Barocci, non a caso posizionata al di sopra dell’altare maggiore. Il celebre pittore urbinate eseguì il dipinto tra il 1579 e il 1582, su commissione della Confraternita del Sacramento e della Croce.

 

La pala, intitolata La sepoltura di Cristo, raffigura il momento del trasferimento del corpo di Gesù, sorretto da Nicodemo e Giuseppe di Arimatea, in direzione del sepolcro. Vari altri personaggi riempiono la scena, mentre sullo sfondo è possibile notare il monte del Calvario in alto a sinistra – con le croci ancora issate – e i torricini del Palazzo Ducale di Urbino sulla destra.

 

È probabile che per la realizzazione dell’opera il Barocci prese come modello la famosa Pala Baglioni di Raffello. Ma, a differenza di quest’ultima che si sviluppa orizzontalmente, La sepoltura di Cristo segue un andamento verticale, con una composizione che si espande in diagonale.

L’opera inoltre può sembrare una sorta di prosecuzione ideale del lavoro del Barocci. Poco più di dieci anni prima infatti il pittore urbinate aveva realizzato per il Duomo di Perugia la Deposizione della Croce, dove viene raffigurata la situazione che, secondo la tradizione cristiana, precede il momento della sepoltura del corpo di Cristo.