Chiesa di Santa Maria della Misericordia | Marche travelling

Chiesa di Santa Maria della Misericordia

L’ottocentesca chiesa di Santa Maria della Misericordia è uno dei principali luoghi di culto di Cartoceto.

Fu edificata tra il 1831 e il 1840, in un luogo conosciuto come Croce della Rocca o Maltari, dietro progetto degli architetti Cesare e Giuseppe Selvelli, originari di Fano.

L’edificio andò a sostituire una precedente chiesa quattrocentesca – anch’essa intitolata alla Madonna della Misericordia – posizionata in quella che è oggi Piazza Garibaldi, elevata al rango di collegiata nel 1747 da papa Benedetto XIV ma divenuta pericolante nel corso degli anni a causa della mancanza di interventi che sarebbero stati necessari per le continue infiltrazioni di umidità.

L’attuale chiesa di Santa Maria della Misericordia presenta una facciata in mattoni a vista semplice ed austera, suddivisa in due ordini con la presenza di lesene e sormontata da un frontone.

L’interno ad aula unica è invece caratterizzato dalla presenza di molteplici elementi decorativi, come le colonne e semi-colonne in marmo policromo.

Alla sinistra dell’ingresso è presente un bel simulacro in legno dipinto raffigurante la Santa Casa di Loreto, in passato protagonista di processioni in onore della Madonna.

La chiesa è però conosciuta in particolare per la presenza di un dipinto trecentesco di autore ignoto con l’immagine della Madonna con Bambino. Custodito sul lato sinistro della chiesa all’interno del cosiddetto Santuario della Madonna delle Grazie, edificato nel 1886, il dipinto è – ed è stato nei secoli – venerato dai fedeli perché ritenuto miracoloso. Trasferita nella chiesa nel 1877, l’immagine era precedentemente posta in un’edicola posizionata all’ingresso del paese.

Diverse sono comunque le opere d’arte osservabili, come la Madonna del Rosario, attribuita alla bottega del Barocci, o la Madonna in trono con San Giovanni Battista e San Berardino di Bartolomeo Morganti.

Meritevole di menzione anche l’organo realizzato nella seconda metà del XVIII secolo dal maestro Giovanni Pizzenardi, restaurato nel 1984.