Cossignano, in provincia di Ascoli Piceno, occupa una piccola zona collinare tra le sorgenti del fiume Menocchia e Tesino. Il centro storico, nella classica forma ovoidale tipica del periodo medievale, sorge su un delicato colle sovrastante il resto del paese ed è protetto dalla cinta muraria di cui resta la porta di Levante, detta anche porta di San Giorgio, per un’immagine del santo ora svanita. Alcuni reperti attestano la presenza dei Piceni in questo territorio mentre furono i romani, intorno al 268 a. C., a occupare la zona disboscandola e rendendola coltivabile grazie alla forza lavoro degli schiavi cossinii da cui deriverebbe anche il nome.
Cossignano è un tranquillo borgo immerso nel verde denominato “l’ombelico del piceno” , poiché nella geografia del piceno esso si trova a metà strada tra Ancona ed Atri, con diverse bellezze paesaggistiche e artistiche, una di queste è la chiesa di Santa Maria Assunta sorta nel 1792, che conserva al suo interno un prezioso reliquiario contenente i resti di diversi santi dono di papa Niccolò IV, originario di Lisciano a tre km da Ascoli Piceno, che si narra, portò in dono anche un pezzo della Croce Santa.
Molto interessante anche il palazzo comunale che conserva un dipinto raffigurante San Giorgio sceso da cavallo tra Sant’Antonio Abate e Sant’Antonio da Padova e una camicia rossa appartenente a uno garibaldini che partecipò alla Spedizione dei Mille mentre nella torre campanaria, dalla quale si domina sul vastissimo panorama dei colli circostanti, si può ammirare l’antica campana tubolare fusa nel 1303 ed è possibile ammirare una rivisitazione dell’antico stendardo cassignese raffigurante San Giorgio a cavallo.
A Cossignano, nella chiesa dell’Annunziata, l’antiquarium comunale N. Pansoni, che custodisce ed espone al pubblico circa 500 cimeli archeologici di varia origine tra cui una raccolta della collezione privata di Nicola Pansoni, reperti risalenti al periodo piceno, materiali protostorici e romani.