Montelupone è un paese che nasce tantissimi anni fa e che si trova nella provincia di Macerata, la sua storia si intreccia con la leggenda e non si sa bene individuare un sua data di fondazione precisa. Pensate che nel 1926 venne rinvenuta una necropoli risalente almeno alla Civiltà Picena (ovvero al VI secolo a.C.). Alcuni studiosi sostengono che il suo curioso nome si debba all’origine della famiglia romana, i Lippia. Alcuni di loro, Lippo e Lupo, infatti, qui si installarono con le loro ville. Da qui il nome Mons Lupia, Montelupone, come peraltro testimonia una epistola di Cicerone.
Altri studiosi invece sostengono che Montelupone sia stato fondato da uno dei compagni di Ercole Libico, disperso a seguito di una tempesta, costui approdò nel Mar Adriatico, vicino al fiume Potenza e dando origine ai centri di Porto Recanati, Recanati, Montesanto e Montelupone.
La storia del suo nome è curiosa e testimonia la millenaria esistenza ed importanza per gli antichi, pensate che Panfilo nel suo poema “Piceno”, dice che il suo nome derivi da antiche presenze di genti provenienti dalla Grecia.
Il documento più antico che testimonia l’esistenza di Montelupone risale al 1150, tempi in cui anche la Terra di Marca visse un periodo florido. Nel testo è riportato il libero Comune di Montelupone e che già era così famoso da partecipare al tavolo delle trattative nella Pace di Polverigi. Dopo anni in cui al governo del piccolo paese si succedettero persone del calibro di Percivalle Doria (ovvero il vicario di Re Manfredi), Tebaldo, Mainetti, Chiavelli, le chiavi del libero Comune passarono ai Malatesta di Rimini che lasciarono molte impronte (tutt’oggi visibili, come le fortificazioni).
Negli anni fu territorio del vescovo di Pausola e poi di quello di Fermo, per finire nella Diocesi di Loreto (nel 1586). Nel 1798 a seguito del trattato di Tolentino, l’esercito francese allora guidato da Napoleone confiscò le opere d’arte. Negli anni successivi Montelupone fu sempre al centro della storia, fu sede dei primi carbonari, nel Palazzo Emiliani, le fonti riportano che il 24 ed il 25 giugno del 1817 sarebbe dovuta scoppiare una rivolta arrestata sul nascere dalla polizia. In quell’episodio vennero arrestati, tra gli altri, Pietro Davilli, Luigi Tomassini, Vincenzo Cingolani, Lodovico Pochini, Achille e Giusepe Pozzi, Nicola Mei, Maria Cipollari, Pasquale Cioci, Giuseppe e Nicola Massimiliani.
Il 17 settembre del 1860 i generali Lamoriciere e De Pimodan nell’attesa di bloccare le truppe piemontesi sostarono nel piccolo paesino, seguì la disfatta di Castelfidardo e le Marche finirono al Regno di Sardegna. Questo è uno dei momenti più importanti nel Risorgimento italiano, infatti, la Battaglia di Castelfidardo, 18 settembre del 1860 (e quindi lo scontro degli eserciti del Regno di Sardegna e dello Stato Pontificio, data la presenza piemontese nel centro Italia), contribuì alla nascita del Regno d’Italia il 17 marzo del 1861.
Durante Seconda Guerra Mondiale, Montelupone, fu occupato dalle truppe tedesche.
Montelupone sorge nella valle del Fiume Potenza fa parte dei Borghi più belli d’Italia ed è anche chiamato il borgo color biscotto.
Curiosando per le vie di Montelupone, si scorgono diverse residenze di antiche famiglie: i palazzi Tomassini-Barbarossa, Chigi-Celsi-De Sanctis, Narcisi-Magner, Fresco, Emiliani, Giachini e altri ancora.
Montelupone è sinonimo di ottima cucina, sono rinomati i carciofi e il miele di Montelupone.