Sant’Angelo in Vado, in provincia di Pesaro Urbino, è situato lungo l’Alta Val Metauro e sorge sulle rovine dell’antica Tiphernum Mataurense ( dal latino tipher pianta acquatica che cresce nelle zone paludose). È uno dei borghi più ricchi di arte, storia e cultura del territorio di Pesaro Urbino, fu prima città romana poi capitale della Massa Trabaria diventando proprietà di Federico da Montefeltro.
Di particolare interesse è la Domus del Mito, sito archeologico situato presso il campo della Pieva, nel territorio di Sant’Angelo in Vado. La Domus, il più importante ritrovamento archeologico degli ultimi anni, e risalente alla fine del primo secolo dopo Cristo, è ampia circa mille metri quadrati ed è impreziosita dia mosaici policromi legati alla mitologia classica; tra i temi raffigurati, in ottimo stato di conservazione e di committenza colta e raffinata, Nettuno e Anfitrite sul carro del trionfo trainati da cavalli marini, seguiti da Dioniso, dio del vino per poi giungere al viso pietrificante di Medusa. Nel triclinium una scena di caccia e una pesca contornate da un festoso repertorio di motivi geometrici in bianco e nero.
Molto interessanti, oltre alla chiesa di Santa Chiara e al monastero dei Servi di Maria, il Duomo di Sant’Angelo in Vado, intitolato a San Michele Arcangelo, venne consacrata cattedrale da Papa Urbano VIII nel 1639 che elevò il borgo a sede di Diocesi. Ritenuta troppo modesta venne demolita e ricostruita nel 1770, oggi si presenta a tre navate con due cappelle laterali, una dedicata alla Madonna del Pianto e l’altra pertinente alla Confraternita degli Ortolani.