Colle dell’Infinito | Marche travelling

Colle dell’Infinito

“Sempre caro mi fu quest’ermo colle, / E questa siepe, che da tanta parte / Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.”, con questi versi sublimi comincia una delle poesie belle e conosciute della letteratura italiana, L’Infinito di Giacomo Leopardi. Un componimento che racchiude un intero universo – interiore ed esteriore – nel quale perdersi e ritrovarsi. Il giovane poeta scrisse questi versi nel 1819 nella sua Recanati, facendosi ispirare da un luogo a lui molto caro, vicino alla sua casa natale: l’orto del Monastero di Santo Stefano – all’epoca abbandonato –, posizionato sulla cima di un “ermo colle”, dove lo sguardo si perde tra le dolcezze del territorio marchigiano.

Nel 2019 – anno del bicentenario della poesia – questo luogo è tornato a nuova vita, grazie ad un lungo e complesso lavoro di restauro e riqualificazione da parte del FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano). Un luogo oggi nuovamente ricco della vegetazione di un tempo, tra alberi, fiori e frutti, capace ancora di evocare, con la sua atmosfera di pace e tranquillità, forti sensazioni nel cuore dei visitatori.

Per la scoperta di questo suggestivo orto viene proposta una vera e propria visita guidata che, con racconti e letture, tecnologie innovative e altri strumenti, permette di prendere parte ad un viaggio all’interno dell’Infinito, nei suoi misteri e nelle sue particolarità.

 

Il celebre colle, oltre all’orto, presenta poi diversi ambienti, dove vale la pena passare qualche momento per perdersi negli splendidi scorci offerti da questo poetico spazio. Non mancano ovviamente i tanti riferimenti a Leopardi e alla sua poetica, con varie targhe e cartelli informativi dove sono riportati versi del poeta o informazioni riguardo al suo mare letterario, che invita tutti ad un dolcissimo naufragar.