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Eremo di San Leonardo

Situato a 1128 metri s.l.m, protetto dal Monte Sibilla e dal Monte Priora, l’Eremo di San Leonardo è conosciuto soprattutto per gli splendidi sentieri immersi nella natura che molti percorrono per raggiungerlo (ne abbiamo parlato anche noi qui).

Non tutti però sono al corrente della sua storia, che proveremo a raccontarvi brevemente in questo articolo.

 

Già intorno all’XI secolo – se non prima –, nel luogo dove sorge oggi l’Eremo, esistevano probabilmente delle fortificazioni difensive edificate dagli abitanti di Montefortino. Il complesso era conosciuto come Castrum de Volubrio e aveva lo scopo di proteggere i montefortinesi dagli attacchi della vicina Visso.

Le prime testimonianze sulla presenza di una costruzione religiosa si avranno invece un secolo dopo, quando la contessa Drusiana donò al Monastero di Fonte Avellana tutti i suoi possedimenti, all’interno dei quali si incontra anche la Chiesa di San Leonardo al Golubro.

Padre Pietro impegnato nella costruzione dell’Eremo

La gestione di questo spazio passò quindi ai monaci Camaldolesi, che vi erano soliti accogliere i pellegrini che si inoltravano in quelle zone. Sappiamo però che nel 1571 questi monaci si videro costretti ad abbandonare il luogo dedicato a San Leonardo a causa “della rigidezza et asprezza del luogo, et neve quasi insopportabile, et la difficoltà di addurci su le robbe per la pericolosa et ribiliosa strada”. Per circa quattro secoli il monastero conobbe quindi un lungo periodo di decadimento e degrado, anche se non mancarono in questo arco di tempo alcuni deboli tentativi di dargli nuova vita.

 

Soltanto nel 1965 qualcosa iniziò realmente a cambiare. In quell’anno un frate cappuccino conosciuto come padre Pietro si recò presso i resti dell’antica struttura e, colpito dalla bellezza della zona, decise di impegnarsi per farla risorgere. Riuscì quindi a mettersi in contatto con i figli del senatore Luigi Albertini – proprietario dal 1934 di quello che ormai era diventato un rudere –, che nel 1969 decisero di donare quel che restava della chiesa al Monastero di Santa Vittoria in Materno. Da allora, per circa quarant’anni, grazie anche alla collaborazione del Comune di Montefortino che approvò il progetto di ricostruzione, padre Pietro si spese in prima persona, mattone dopo mattone, nell’edificazione di quello che oggi è il conosciuto e amato Eremo di San Leonardo, restituendolo a tutti coloro che, credenti o no, passano ogni anno davanti a questo luogo magico.