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Escursione sul Monte Sibilla, fino alla magica grotta

È nei pressi di Montemonaco, centro nevralgico dei Sibillini, che si trova l’escursione più mistica e spettacolare della zona. L’escursione sul Monte Sibilla, fino alla grotta di questa misteriosa e leggendaria maga, rappresenta ormai un’avventura cult per l’appassionato di trekking, in vacanza in questa meravigliosa zona di montagne delle Marche. L’idea di ripercorrere la strada che durante il Medioevo fecero il leggendario Guerrin Meschino, cavalieri, negromanti, e la stessa Sibilla Cumana. rende la camminata veramente unica.  Vi descriviamo le caratteristiche generali di questa escursione, cercando di darvi alcuni consigli per avere un’indimenticabile esperienza in uno dei posti più affascinanti e panoramici delle Marche. Si parte innanzitutto dal Rifugio Sibilla, a circa 10 km dal centro di Montemonaco. Al Rifugio, che a causa dell’ultimo sisma è stato chiuso, è possibile lasciare l’auto dopo aver guidato per qualche tornante su carreggiata sassosa.

È importante sapere che durante l’estate, nei weekend, si può arrivare al Rifugio Sibilla con una navetta, che parte da Montemonaco. Vi consigliamo quindi di contattare la CASA DEL PARCO (0736 840731) per informarvi sugli orari del minibus.

Caratteristiche dell'escursione sul Monte Sibilla

L’escursione sul Monte Sibilla risulta impegnativa nella prima parte, poiché vi troverete una sorta di parete da risalire a piedi piuttosto in pendenza. Non sempre il sentiero risulta evidente, e anche per molti appassionati di trekking, sarà una salita faticosa. È possibile evitare l’immediata salita, allungando il percorso restando sulla carreggiata che sale in maniera più lenta verso la meta. Quando si arriva in cima alla parete di fronte al Rifugio Sibilla, la fatica sarà sostituita dalla gioia per l’incredibile panorama presente: da lassù sembra di poter ammirare tutto il centro Italia. Anche il mare Adriatico si potrà scorgere. Inizierà quindi una delle camminate in cresta più belle, che si possano fare nella zona dei Sibillini. E si potrà scorgere già in lontananza il punto di arrivo, ovvero l’inconfondibile sagoma della grotta della Sibilla. La camminata in cresta durerà circa 1 ora e trenta. Potreste essere infastiditi, a tratti, dal vento, anche se questo elemento della natura potrebbe rendere ancora più mistica l’atmosfera con il suo rumore e i suoi fischi.

Prima di arrivare alla grotta, troverete una piccola parete da scalare dove è stata affissa una corda. Non serve alcuna particolare abilità nell’arrampicata su roccia, ma vi consigliamo di fare questo pezzo in compagnia e senza fretta. Arrivati alla famosa Grotta della Sibilla, noterete un grosso cumulo di rocce derivanti dal crollo della grotta negli anni 60. Tuttavia, potrete ancora notare una piccola apertura. Vi consigliamo di visitare a Montemonaco il Museo della Sibilla, per poter ammirare le foto relative agli scavi fatti nel secolo scorso! Il ritorno prevede il passaggio per la stessa strada dell’andata. Ma mi raccomando, non camminate di fretta, poiché vi perdereste le meraviglie del panorama!

Dove dormire nelle vicinanze

La Fattoria dei Sibillini

L’agriturismo è situato ai piedi del Monte Sibilla, a Colleregnone, un piccolo borgo di Montemonaco. Le diverse camere e appartamenti sono adatti a soddisfare tutte le esigenze dei nostri ospiti: famiglie, amici o per chi vuole un po’ di intimità.
L’intera struttura è realizzata con materiali locali che ricordano il passato. Oltre agli alloggi, la fattoria dispone di un’ampia area verde attrezzata dove poter godere di un barbecue con gli amici, oppure rilassarsi immersi nella natura.
Le caratteristiche della struttura e la cura degli spazi esterni ci hanno permesso di ottenere un riconoscimento molto importante, l’emblema oro del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.
Per ultimo, ma non meno importante, gli ospiti potranno vivere a pieno l’esperienza in una vera fattoria, grazie ai nostri animali.

Un classico della Sibilla

Amaro Sibilla

Le sue origini sono legate alla storia ed agli antichi usi dei Monaci Benedettini e dei Monti Sibillini da cui prende il nome. Questo particolare infuso risale al 1868 quando Girolamo Varnelli inventò un “medicamento antimalarico e antifebbrile” per i pastori che nella transumanza contraevano la malaria. Questo amaro, è ottenuto da un decotto su fuoco a legna di genziana, china ed altre preziose piante officinali. Viene dolcificato esclusivamente con il miele dei Monti Sibillini e poi lungamente decantato e rifinito a tela prima di essere imbottigliato.