Il frustingo marchigiano | Marche travelling

Il frustingo marchigiano

Il frustingo è un dolce natalizio, a base di frutta secca e fichi, tipico della tradizione gastronomica marchigiana. Si dice essere il più antico dolce della regione – secondo alcuni addirittura uno dei più antichi d’Italia – le cui origini farebbero tornare indietro nel tempo di oltre due millenni. Già Etruschi e Piceni dovevano infatti conoscere una preparazione riconducibile al frustingo, ma il suo storico antenato sarebbe è identificabile nel panis picentinus romano, una ricetta povera ma nutriente che è citata anche tra gli scritti di Plinio il Vecchio.

Nel corso dei secoli la ricetta si è modificata e notevolmente arricchita, fino a diffondersi su tutto il territorio. Ad oggi si contano infatti ben ventidue varianti di questo dolce – ma è probabile che siano molte di più – dal nord al sud delle Marche: un vero e proprio record. E anche il nome varia da zona a zona.

Conosciuto come frustingo nell’ascolano, nel fermano diventa fristingo o lu ficus, per passare al frostengo o pistingo del maceratese, fino al brostengo di Pesaro e dintorni. La radice comune di questa moltitudine di nomi sembra essere il latino frustum, traducibile come “pezzo” o “pezzetto”.

Nata come preparazione tipica del mondo contadino, di origine povera e ideata per ridurre al minimo i possibili sprechi, oggi la ricetta del frustingo è ben più complessa e prevede l’utilizzo di un discreto numero di ingredienti.

Immancabili sono i fichi e la frutta secca – solitamente noci e mandorle –, così come l’uvetta, il cacao, l’olio d’oliva e la noce moscata; ma tante, come detto, sono le varianti e le possibili aggiunte, dalla frutta candita al mistrà, passando per il vino cotto e la scorza di arancia e limone. L’impasto è poi cotto in forno, da cui esce una torta bassa dal colore bruno, ricca di elementi decorativi di vario genere.