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La Rotonda a Mare

“Una rotonda sul mare, il nostro disco che suona. Vedo gli amici ballare, ma tu non sei qui con me” cantava nel 1964 Fred Bongusto.

La rotonda della canzone non era quella di Senigallia (almeno nelle idee dell’autore del testo Franco Migliacci), ma le parole agrodolci del cantautore di Campobasso dovevano descrivere perfettamente le atmosfere passate della Rotonda a Mare senigalliese, che proprio tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta visse la sua “epoca d’oro”, divenendo tra musica e balli il fulcro – prendendo in prestito un termine attuale – della “movida” cittadina.

Oggi la Rotonda a Mare di Senigallia, dopo un lungo periodo di chiusura dal 1992 al 2006, è tornata a brillare, ma con un abito diverso. Convegni, mostre, eventi culturali o di vario genere vengono ospitati al suo interno, rendendola ancora uno dei punti principali della città.

Nel corso del tempo in realtà, a partire dalla seconda metà del XIX secolo, questa rotonda sul mare ha subito notevoli modificazioni architettoniche e funzionali, assumendo tante vesti differenti.

Nonostante questo suo aspetto in parte camaleontico, quel che non è mai cambiato è il suo valore sociale e culturale per Senigallia e per i suoi abitanti. Luogo di incontro e di intrattenimento, è senza dubbio il punto principale della spiaggia senigalliese e tra i più conosciuti di tutta la costa marchigiana. Insomma, un vero e proprio simbolo della città.

Dall’Ottocento ad oggi

La storia della Rotonda a Mare di Senigallia comincia agli inizi della seconda metà del XIX secolo, quando una prima struttura fu costruita secondo il progetto dell’architetto Vincenzo Ghinelli. A dire il vero all’epoca non si poteva ancora parlare di rotonda, quanto piuttosto di una piattaforma lignea ideata sul modello delle palafitte, che aveva verosimilmente lo scopo di divenire un punto di ritrovo per i frequentatori della spiaggia senigalliese. Questa prima costruzione inoltre, con l’offerta di attività idroterapiche, proponeva anche un servizio dedicato alla salute dei sui avventori.

 

A partire dai primi anni del Novecento la piattaforma, passata ad una conduzione privata, fu allargata e collegata alla gestione di quello che era allora l’hotel-stabilimento Bagni. Nel 1932 però, probabilmente anche a causa degli ingenti danni causati dal tragico terremoto che colpì Senigallia due anni prima, un nuovo progetto ideato dall’ingegner Enrico Cardelli e gestito dall’Azienda Autonoma Stazione di Cura e di Soggiorno cambiò radicalmente le cose e diede vita all’odierna Rotonda a Mare.

Dopo la demolizione definitiva della vecchia struttura si decise di costruire un nuovo edificio, più strutturato e resistente, circa duecento metri più a nord del precedente.

Grazie anche alla sua nuova veste architettonica, a partire dall’inaugurazione del 18 luglio 1933, la Rotonda a Mare cominciò a diventare il regno della musica e della mondanità, acquisendo nel giro di poco tempo un grande successo, certificato nel 1935 dalla visita del principe Umberto di Savoia che si trovava in città per l’inaugurazione della Colonia marina Maria Pia di Savoia.

 

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale la struttura, oltre a subire alcuni danni, fu momentaneamente adibita a magazzino militare. Ma già poco dopo la fine del conflitto, a partire dagli anni Cinquanta, la rotonda iniziò il suo ventennio d’oro, divenendo uno dei centri della musica leggera italiana e, conseguentemente, un importante richiamo per cittadini e turisti.

Nel successivo periodo, anche a causa del terremoto del 1972, conobbe un progressivo declino, segnato da una serie di chiusure e temporanee riaperture ben poco fortunate.

 

Come detto però, un grande e impegnativo lavoro di ristrutturazione e riqualificazione portò alla riapertura del 2006, che, seppur con modalità differenti rispetto al passato, ha ridato alla Rotonda a Mare il suo innegabile ruolo di simbolo cittadino.