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Monastero di San Benedetto in Valledacqua

Tra le attrattive più importanti ed affascinanti di Acquasanta Terme c’è il Monastero di San Benedetto in Valledacqua. Questo antico luogo di culto per la precisione si trova a pochi km dal centro del paese di Acquasanta, e vi consigliamo di arrivarci tramite una camminata che parte da Paggese. Il Monastero di San Benedetto in Valledacqua è un vero e proprio tesoro di storia dell’arte delle Marche. Un antico luogo di culto che si trova nel fulcro di tre Parchi: il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il Parco Nazionale del Gran Sasso e il Parco dei Monti della Laga. Questa antica Abbazia delle Marche è datata 970 d. C. Completamente restaurato nel 2002, ora ospita una comunità femminile di Monache Camaldolesi. Questo è un posto magico della zona di acquasanta Terme, in quanto è un contesto sia culturale che naturale ideale per chi vuole trascorrere un periodo di meditazione e distacco dal mondo frenetico.

Storia del Monastero di San Benedetto in Valledacqua

Vi proponiamo alcuni importanti cenni storici per farvi comprendere l’importanza di questo antico luogo di culto delle Marche, a poca distanza da Acquasanta Terme. Ecco cosa dice una fonte storica attendibile riguardo il passato del Monastero di San Benedetto in Valledacqua, riportandone le principali fasi storiche:

‘’L’abate di Farfa, Adamo, che divenne poi vescovo di Ascoli nel 983, trovò a Sumati una chiesa dedicata a S. Benedetto e fece edificare accanto ad essa un monastero. Il monastero dopo alterne vicende fu riconquistato da Farfa nel 1080 dall’Abate Bernardo I.

Le fonti storiche, però, inspiegabilmente tacciono sul periodo intercorso tra l’insediamento dei Vescovi – Conti e tutto il 1200 quando il Monastero era alle dipendenze del Vescovo locale e non più di Farfa. I documenti riappaiono nel 1299 e indicano Valledacqua come efficiente Pievania, con un clero diocesano ben organizzato; ma perché ricompaia l’Abbazia di S. Benedetto sul Bollario Vescovile occorre attendere il 1331, quando i chierici prebendati assumono l’incarico di assistere le chiese locali. Nel 1476 tornano a S. Benedetto i monaci benedettini e con essi l’abbazia di Farfa. Segue un periodo di grande vitalità e una Bolla papale unitamente al benestare di Farfa, dichiara il Pievano di Valledacqua Preposto benedettino. Nel 1380 la chiesa è ancora sotto il dominio dei Benedettini, ma il monastero è privo di monaci ed entrambi si trovano in pessime condizioni strutturali. Inizia il declino del complesso. I monaci tornati, resteranno in loco fino al 1840 poi la chiesa passerà alla diocesi di Ascoli Piceno. Il 19 giugno 2002, festa di S. Romualdo, tutto il complesso è stato consegnato alla comunità monastica femminile camaldolese, dipendente dal Monastero di S. Antonio in Roma”.

Il Monastero di San Benedetto in Valledacqua oggi

Ora questa antica Abbazia delle Marche rappresenta per tanti credenti un punto di riferimento spirituale e di crescita interiore. Aleggia un’atmosfera solenne, dove molti pellegrini e figure carismatiche cristiano hanno pregato e meditato. Oggi, con il recupero degli ambienti dell’antico monastero, è iniziata a fiorire la vita monastica, secondo lo spirito originario della Regola di San Benedetto e gli antichi statuti della Congregazione benedettina camaldolese. L’ospitalità nella foresteria costituisce una particolare opportunità per quanti desiderano trascorrere un tempo di silenzio e di comunione con Dio, nella condivisione dell’esperienza di preghiera con la comunità monastica, nella ricerca di un contatto più vero con se stessi in una natura ancora incontaminata.