Mosciolo selvatico di Portonovo | Marche travelling

Mosciolo selvatico di Portonovo

Provate a chiedere ad un anconetano quali sono le cose più rappresentative della sua città e state pur certi che non mancherà di menzionare i moscioli, tipicità di eccellenza della Riviera del Conero.

Il mosciolo selvatico di Portonovo è un mitilo che cresce spontaneamente tra gli scogli su cui si affaccia il Conero, pescato – e non allevato! – lungo un preciso tratto della costa anconetana. Guai però a chiamarlo cozza, perché qui si è fieri ed orgogliosi dell’unicità del mosciolo, che non va mai confuso con altre tipologie di molluschi.

Certificata già dagli inizi del Novecento la presenza del mosciolo sui fondali del territorio, la sua pesca – che si svolge solitamente tra aprile ed ottobre, essendo il mosciolo un prodotto stagionale – crebbe a partire dal secondo dopoguerra, fino a farlo diventare nel tempo uno dei simboli della Riviera del Conero, tanto da essere considerato come “oro nero”.

Dal 2004 è stato riconosciuto come Presidio Slow Food, riconoscimento importante non solo per garantire la qualità e la provenienza del prodotto ma anche per salvaguardarlo. Il mosciolo, fondamentale anche per l’ecosistema circostante, è infatti oggi tutelato da una regolamentazione sulle tecniche di pesca e sulle quantità prelevate.

Prelibato e versatile, il mosciolo è cucinato in tante maniere differenti. Assaggiarlo d’altronde non sarà un’impresa ardua, perché difficilmente i menù dei tanti ristoranti della zona ne fanno a meno. Tra i piatti più diffusi vi è senza dubbio la pasta con in moscioli, la classica ricetta dell’estate marchigiana. Ma le possibilità sono molto ed altrettanto gustose. Si va infatti dalla semplicità del mosciolo servito con aglio, olio, prezzemolo e pepe, al mosciolo ripieno, passando per il mosciolo arrosto e il mosciolo gratinato. Insomma un tripudio di preparazioni e di gusti con il sapore del mare come comun denominatore.