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Museo Archeologico Nazionale delle Marche

Popoli preistorici, Piceni, Galli Senoni, Greci, Romani. Niente come il Museo Archeologico Nazionale delle Marche permette di ripercorrere per millenni e millenni la storia della nostra regione e dei suoi abitanti. Una serie di reperti e racconti che, dal cuore del centro storico di Ancona, vi porteranno indietro nel tempo fino agli albori della civiltà marchigiana.

 

Il Museo è ospitato dal 1958 all’interno dello splendido Palazzo Ferretti, ma la sua istituzione è ben precedente. La collezione, infatti, iniziò ad essere allestita fin dalla seconda metà dell’Ottocento, divenendo in breve tempo ricca e prestigiosa.

 

Non a caso, a partire dal 1906, fu uno dei primi musei archeologici italiani ad ottenere l’importante riconoscimento statale che ne fece un Museo Nazionale, titolo in grado di testimoniare un valore culturale e sociale che va ben oltre i confini regionali.

Attraverso una collezione allestita su tre differenti piani – tra armi, statue, oggetti di uso quotidiano, gioielli e molto altro – è possibile seguire un lungo filo che, dal Paleolitico fino alla Roma imperiale, tesse una trama ricamata sul territorio regionale.

 

Il tutto racchiuso all’interno di una cornice, quella di Palazzo Ferretti, che anche autonomamente costituisce un patrimonio storico-artistico di innegabile valore. 

 

L’edifico di origine cinquecentesca infatti, progettato e poi ampliato da celebri architetti del loro tempo, vi accompagnerà nella visita con i suoi maestosi soffitti, i mirabili affreschi e una splendida terrazza che, tra il porto e il Duomo, offre una vista impagabile sulla città di Ancona.

La storia che custodisce la storia dunque. Un percorso che vale il prezzo del biglietto.

La collezione e la Venere di Frasassi

Il percorso museale è suddiviso in cinque sezioni, di cui una ancora in fase di allestimento (la Sezione Medievale).

Seguendo l’ordine cronologico la partenza è dal secondo piano di Palazzo Ferretti, dove è esposta la Sezione Preistorica che comincia dall’antico Paleolitico per arrivare all’Età del bronzo.

 

All’interno di una delle sale dedicate al Paleolitico avrete modo di osservare uno dei reperti più importanti dell’intera collezione: la Venere di Frasassi. Ritrovata nel 2007 dentro la grotta della Beata Vergine di Frasassi, si tratta di una piccola statuina – alta 8,7 cm – ricavata da una stalattite, rappresentante un corpo femminile probabilmente in gravidanza. 

 

Essa è stata ricondotta alle cosiddette Veneri del Gravettiano, con una datazione che va dai 28.000 ai 20.000 anni fa.

Proseguendo nel percorso arriverete alla Sezione Protostorica, che ripercorre l’età del ferro e le civiltà dei Piceni e dei Galli Senoni. Il settore riservato ai Piceni è il più ricco e accurato d’Italia, a conferma dello strettissimo legame di questo popolo con quello che costituisce l’odierno territorio marchigiano.


Infine avrete modo di visitare la Sezione ellenistica e la Sezione Romana, con la presenza di reperti provenienti perlopiù dagli scavi effettuati tra la necropoli e il porto di Ancona.

Per il futuro, oltre ad un ampliamento della Seziona Romana, è prevista l’apertura della Sezione Medievale e del Medagliere.