Palazzo Ducale e Musei Civici | Marche travelling

Palazzo Ducale e Musei Civici di Urbania

Il Palazzo Ducale è il fulcro del Comune di Urbania. Situato nel cuore del centro storico, questo edificio è una delle più affascinanti testimonianze del passato del Montefeltro e tra le principali dimore dei duchi di Urbino.

Costruito sul finire del XV secolo al di sopra di un complesso fortificato appartenuto alla famiglia Brancaleoni di Piobbico – distante poco più di 10km da Urbania –, questo imponente edificio, di circa 6.000 mq, fu commissionato dai Montefeltro-Della Rovere all’architetto Francesco di Giorgio Martini, per essere poi ultimato dal celebre Girolamo Genga, architetto urbinate molto attivo sul territorio marchigiano.

In modo simile a molte strutture dell’epoca il Palazzo Ducale di Urbania mostra alcuni elementi tipici delle fortificazioni militari ed altri riconducibili alle residenze signorili, dimostrandosi allo stesso tempo utile come punto di difesa e di controllo e come dimora nobiliare.

Proprio qui, in quella che sembrava fosse la sua residenza più amata, morì l’ultimo duca di Urbino Franceso Maria II Della Rovere il 23 aprile 1631.

Gerhard Kremer

(conosciuto come Gerardo Mercatore)

Entrando attraverso il portone il Palazzo si apre su un elegante cortile, contornato da un raffinato porticato sorretto da colonne decorate. Le sale interne invece ospitano la splendida collezione del Museo Civico di Urbania, dove sono raccolte un gran numero di testimonianze e opere d’arte, oltre ad un’ampia biblioteca che custodisce ben 40.000 testi antichi e di valore. Passare da una sala all’altra del Museo vi permetterà quindi di ammirare allo stesso tempo la bellezza degli interni del Palazzo Ducale e tutte le particolarità raccolte nelle singole stanze, come splendidi disegni di artisti quali Federico Barocci e Raffaelino o reperti letterari di gran pregio, tra cui una Commedia di Dante Alighieri del 1491 e dei sonetti di Torquato Tasso del 1583. Celebri sono i due preziosissimi globi di Mercatore qui custoditi, risalenti al 1541 e al 1551.

Una delle torri ospita inoltre una interessante raccolta di ceramiche provenienti da tutta Italia, perlopiù con oggetti di uso quotidiano.