Parco archeominerario di Cabernardi | Marche travelling

Civica Raccolta d’Arte e Raccolta “Incisori marchigiani”

A Cabernardi, frazione del Comune di Sassoferrato nel cuore dell’entroterra marchigiano, fu scoperto nella seconda metà dell’Ottocento un enorme giacimento di zolfo, da cui fu ricavato quello che diventò il più importante centro solfifero d’Europa, a lungi fulcro dell’economia del territorio.

Inaugurato nel luglio del 2015 dopo corposi lavori di recupero, il Parco archeominerario di Cabernardi, che si estende su una superficie di circa due ettari, racconta ai visitatori quella che fu la storia della miniera e la vita dei tanti – all’inizio degli anni ’50 del secolo scorso erano oltre 1400 – minatori, provenienti da tutta Italia, che vi lavoravano.

La visita prevede infatti un percorso all’aperto che mostra i principali ambienti della miniera, attiva tra gli anni ’70 dell’Ottocento e chiusa definitivamente nel 1959, come ad esempio il pozzo “Donegani”, utilizzato dai minatori per raggiungere le gallerie sotterranee, i calcaroni, dove lo zolfo grezzo veniva depositato prima di essere raffinato tramite un processo di combustione, o il cosiddetto forno “Gill”, simile ai calcaroni per la funzione ma più avanzato da un punto di vista tecnologico.

Al Parco archeominerario di Cabernardi si affianca poi il Museo Comunale della Miniera di Zolfo, aperto dal 1992 e ospitato all’interno di un ex edificio scolastico.

Qui sono raccolte le tante testimonianze delle attività in miniera, dagli oggetti e strumenti di lavoro, agli indumenti indossati dai minatori, passando per materiali fotografici e documentari e interssanti tipologie di zolfo stesso e di altri materiali minerari.

Per la visita al Parco archeominerario è obbligatoria la prenotazione. Orari di apertura e disponibilità sono visibili all’interno del sito ufficiale della Miniera di zolfo di Cabernardi: www.minieracabernardi.it.