Pizza di formaggio marchigiana | Marche travelling

Pizza di formaggio marchigiana

Pizza di formaggio, torta al formaggio, pizza di Pasqua, pizza de cacio, crescia brusca, tanti nomi per raccontare una ricetta che ormai da secoli fa parte della tradizione culinaria marchigiana.

Si tratta di una preparazione tipica del periodo pasquale, consumata spesso a colazione o come antipasto prima dei sostanziosi pranzi dei giorni festa, accompagnata il più delle volte dai salumi del territorio come l’immancabile ciauscolo.

Nonostante sia spesso indicata come “pizza” il termine non deve trarre in inganno.

La forma e la consistenza non ricordano infatti la pizza che siamo abituati a gustare oggi, ma sono – pur essendo la pizza di formaggio una ricetta prettamente salata – più simili piuttosto a quelle di un panettone alto e soffice, dove lo zucchero lascia spazio a sale e pepe, e uvetta e canditi diventano “bolle” di formaggio ricche di gusto.

La preparazione prevede l’utilizzo di farina, latte, lievito, uova, pepe, pecorino e parmigiano e, non di rado, altri formaggi a pasta filata (la scelta dei formaggi varia a seconda delle ricette e spesso si utilizza ciò che si predilige o che si ha a disposizione in dispensa).

Dopo il periodo di lievitazione – il volume dell’impasto deve indicativamente raddoppiare – l’amalgama dei vari ingredienti viene cotta al forno per circa 35 minuti, per poi essere lasciata intiepidire prima di essere servita.

Le origini della pizza di formaggio sembrano essere molto antiche. Le prime testimonianze sulla ricetta arrivano da ricettari di metà ‘800, ma secondo molti bisogna tornare indietro nel tempo fino all’epoca medievale. Secondo una tradizione – come spesso accade per queste antiche preparazioni le tradizioni possono sempre essere più di una – furono le monache del monastero Santa Maria Maddalena di Serra de’ Conti le prime a dar vita alla pizza di formaggio, da loro chiamata crescia per via della consistente “crescita” dell’impasto ottenuta con la lievitazione.