Sulle tracce dei Piceni | Marche travelling

Sulle tracce dei Piceni

Belmonte Piceno, piccolo paese in provincia di Fermo, sorge tra le bassi valli di due fiumi, il Tenna e l’Ete Vivo. Il suo nome deriva dalla posizione panoramica e dai primi abitanti che vi si insediarono, i Piceni appunto.

Agli inizi del ‘900 vennero ritrovati nella necropoli di Colle Ete i primi reperti storici risalenti ai Piceni, come corredi funebri o oggetti di utilizzo quotidiano.

La maggior parte di essi è oggi custodita nel Museo Archeologico Nazionale delle Marche di Ancona; tuttavia, nell’ottobre del 2015, il Comune di Belmonte Piceno decise di inaugurare un ulteriore Museo Archeologico per esporre parte dei ricchi ritrovamenti del territorio

 

Ad accogliere i visitatori all’ingresso del museo dei Belmonte Piceno sarà la riproduzione di una stele funeraria con un’iscrizione in lingua picena, dedicata ad un membro dell’élite dominante del tempo.

Entrando nella sala principale è possibile osservare delle vetrine contenenti oggetti di uso quotidiano e non, come vasi, elmi, punte di lancia, bracciali, anelli e fibule ispirati alla lavorazione greca, ritrovati nella Tomba del Duce e nelle Tombe delle Amazzoni, risalenti al V secolo a.C..

I materiali utilizzati maggiormente sono: il bronzo, la ceramica, l’avorio, la pasta vitrea e l’ambra, importata dai Balcani.

Partendo dalla destra della sala si incontrano due manichini che indossano delle riproduzioni di abiti, armi e monili tipici dell’epoca, realizzati sulla base di reperti rinvenuti nella necropoli di Belmonte Piceno.

Proseguendo il giro si possono poi osservare dei pannelli didattici posizionati sulle pareti che raccontano la vita delle donne e dei guerrieri Piceni, l’inizio degli scavi avviati dall’archeologo Innocenzo Dall’Osso e la descrizione dei rinvenimenti.

Articolo a cura di Federica Caggianelli, Asia Mancini e Giorgia Simoni, classe 5°BT dell’ITET “Carducci – Galilei” di Fermo, per il progetto “Innovazione digitale e turismo sostenibile”