Teatro comunale di Porto San Giorgio | Marche travelling

Teatro comunale di Porto San Giorgio

Il Teatro comunale di Porto San Giorgio, in passato conosciuto come Teatro Vittorio Emanuele II, è uno dei tanti splendidi teatri storici delle Marche costruiti nel corso dell’Ottocento.

L’idea di regalare a Porto San Giorgio una struttura teatrale nasce all’inizio del XIX secolo, quando partì di una serie di lavori che portò alla prima inaugurazione del 29 gennaio 1817. Una spinta decisiva alla fortuna del teatro si ebbe però qualche anno dopo, a ridosso dell’unità d’Italia, quando l’edificio fu interessato da opere di restauro e decorative. Simbolo di questa rinnovata linfa fu l’antico sipario – oggi purtroppo perduto –, affidato alle abili mani del pittore e scenografo Mariano Piervittori da Foligno e raffigurante l’entrata di Vittorio Emanuele II a Porto San Giorgio, cui venne poi intitolato il teatro.

Sul finire del secolo la struttura conobbe un periodo di declino terminato agli inizi del Novecento, quando, tra le altre cose, iniziarono i lavori per una nuova serie di decorazioni, affidate al sangiorgiese Sigismondo Nardi.  

Tra il 1933 e il 1937 altri restauri interessarono l’edificio, adibito a sala cinematografica ma poi progressivamente abbandonato e dichiarato inagibile nel 1946.

Passato interamente al Comune di Porto San Giorgio – e preso il nome di Teatro comunale –, nel 1977 iniziarono degli importanti lavori di recuperò, che si conclusero nel 1992 con la restituzione della struttura alla cittadinanza.

 

Oggi il Teatro comunale si mostra in tutto il suo splendore. Una pianta a ferro di cavallo è contornata da tre raffinati ordini di palchi, mentre sulla volta spiccano ancora i dipinti di Sigismondo Nardi, con soggetti cari all’arte scenica ed elementi decorativi che richiamano lo spirito di Porto San Giorgio.

All’esterno invece, una facciata sobria ed elegante riporta la grande scritta Castigat ridendo mores – celebre frase del poeta latinista francese Jean de Santeul, traducibile in modo letterale con “correggere i costumi ridendo” e riferita al mondo della commedia e dalla satira –  e ai lati due maschere in bassorilievo raffiguranti la commedia e la tragedia.