Un percorso sulle tracce della maestria della famiglia Pagani | Marche travelling

Un percorso sulle tracce della maestria della famiglia Pagani

Trascorri una giornata immergendoti nell’affascinante pittura che il piccolo borgo medievale di Monterubbiano ha da offrire.

VINCENZO PAGANI, il pittore di Monterubbiano - vita e storia

Il figlio d’arte – primo maestro fu suo padre Giovanni, anch’egli pittore – Vincenzo Pagani nacque a Monterubbiano nel 1490 in contrada Torno, dove abitò con la sua famiglia, attivamente coinvolta nella vita pubblica e politica del borgo.

Consigliere nel 1536 ed eletto Priore nel 1543, fu anche Regolatore e Sindacatore. Dall’ignota prima moglie, ebbe due figli: Giulio e Lattanzio, con il secondo che seguì le orme del padre in bottega. Anche se viaggiò molto, la sede principale della sua carriera pittorica rimase la patria d’origine, dove realizzò opere d’arte sacra destinate perlopiù ad ordini religiosi e famiglie nobili marchigiane. Morì nella sua terra nel 1568 e fu sepolto nella tomba di famiglia in Santa Maria de’ Letterati.

PRIMA TAPPA: Chiesa Santa Maria de’ Letterati

Edificata nel XVII secolo sulle fondamenta della chiesa di S. Maria della Misericordia, la collegiata presenta una pianta ad un’unica navata modificata successivamente a croce latina. Nell’altare maggiore è collocata la maestosa tela di Vincenzo Pagani L’Assunzione della Vergine del 1539. L’opera, contornata da una cornice barocca, è d’impronta raffaellesca, come rivelano chiaramente gli angeli vestiti di vivaci colori che camminano sulle nubi.

SECONDA TAPPA: Chiesa di Sant’Agostino

La Chiesa, in stile neoclassico, risale al XIII secolo, precisamente al 1266, e fu edificata di fianco al più antico convento della provincia. Ospita varie opere di Vincenzo Pagani: quattro piccole tavolette centinate con cornice dorata e un’Annunciazione.

Le tavolette rappresentano i quattro Santi protettori del paese: Santo Stefano, raffigurato con una dalmatica dorata ricamata in velluto rosso; San Vincenzo, presenta anch’esso con una dalmatica, ma rosa e con rifiniture in nero; San Giorgio, in lucente armatura munito di lancia e spada; e Santa Caterina d’Alessandria, rappresentata con la caratteristica ruota dentata. Sono tutte della stessa misura (40×20) e databili circa al 1540, come suggerito dalla scioltezza dei panneggi delle tuniche indossate dai Santi e dall’elaborata pettinatura della Santa con trecce, riccioli e nastrini, tipica del tempo.

La famosa Annunciazione è organizzata in due medaglioni ottagonali lignei contornati d’oro che, viste le dimensioni (40×40), erano forse destinati a far parte di un’opera più complessa. I medaglioni mostrano lo stesso stile delle tavolette centinate, e per questo furono sempre collocate assieme, prima nella collegiata e ora a Sant’Agostino, dietro l’altare maggiore. La composizione è semplice, con i personaggi in luce e lo sfondo scuro a far risaltare i soggetti rappresentati.

TERZA TAPPA: Teatro Pagani

Inaugurato nel 1875 per impreziosire il piccolo borgo di Monterubbiano, il Teatro Pagani, così chiamato in onore della famiglia Pagani, venne costruito sulla struttura di un vecchio edificio, il “Palazzaccio”, appartenente a Bruto Pagani.

Il teatro, di stile tardo neoclassico, presenta all’interno una forma a ferro di cavallo con più ordini.

Qui non sono conservate opere realizzate direttamente dal Pagani, ma sono diversi i riferimenti alla sua figura e alla sua famiglia.

Sul soffitto si possono ammirare i ritratti di alcuni dei più grandi letterati e artisti italiani: Carlo Goldoni, Vittorio Alfieri, Ludovico Ariosto e Dante Alighieri e, in pittura monocroma, quelli di Vincenzo Pagani e Raffaello Sanzio.

Tra i riferimenti al pittore monterubbianese interessante è il sipario storico di fine Ottocento, dove è raffigurato proprio il Pagani impegnato nella pittura.

Immergetevi nelle vie del borgo che ispirò questo grande artista e la sua pennellata, seguite i colori del tramonto fino a Porta San Basso, dove potrete ammirarlo in tutto il suo splendore…

Articolo a cura di Linda Brunelli, Elisa Ferroni e Costanza Testa, classe 5°BT dell’ITET “Carducci – Galilei” di Fermo, per il progetto “Innovazione digitale e turismo sostenibile”